Il Cumulo Gratuito

Il cumulo gratuito è una possibilità offerta ai lavoratori per ottenere un’unica pensione, sommando gratuitamente i contributi versati in più gestioni previdenziali (come INPS, ex-INPDAP, Gestione Separata, Casse professionali, ecc.).
È diventato una valida alternativa alla ricongiunzione (a pagamento) e alla totalizzazione (gratuita ma con limiti).

Grazie alla legge n. 228/2012, modificata nel 2016, anche i contributi versati nelle Casse professionali possono essere cumulati.

 

Come funziona il cumulo?

Il cumulo permette di sommare i periodi contributivi non coincidenti per raggiungere i requisiti della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata. Ha due caratteristiche principali:

  1. Requisiti di accesso: bisogna aver maturato i requisiti previsti per la pensione ordinaria (vecchiaia o anticipata), che dipendono dall’età e dagli anni di contributi.
  2. Calcolo della pensione: ogni ente calcola la propria quota secondo le proprie regole. A differenza della totalizzazione, il cumulo può consentire una pensione in parte retributiva, se alcuni contributi sono precedenti al 1996.

 

Chi può utilizzare il cumulo?

Il cumulo gratuito è rivolto sia a:

  • “Vecchi iscritti” (con contributi prima del 1996), che possono ottenere una pensione anche parzialmente retributiva;
  • “Nuovi iscritti” (dal 1996 in poi), per i quali la pensione sarà calcolata solo con il sistema contributivo.

 

Quando il cumulo non è possibile

Il cumulo non può essere usato se tutti i contributi versati sono perfettamente sovrapposti (cioè negli stessi identici anni).
Esempio:

  • Non ammesso: 21 anni in FPLD (2000-2020) + 21 anni in Gestione Separata (2000-2020) → periodi completamente sovrapposti.
  • Ammesso: 21 anni in FPLD (2000-2020) + 6 anni in Gestione Separata (2015-2020) → sovrapposizione parziale.

Inoltre, se hai già una pensione diretta da una delle gestioni coinvolte, non puoi cumulare. Ma se hai solo maturato i requisiti (senza aver chiesto la pensione), il cumulo è possibile.

 

Pensione di vecchiaia con il cumulo

Per i lavoratori con contributi prima del 1996, la pensione di vecchiaia in cumulo si ottiene con:

  • 67 anni di età (che potrà aumentare dal 2027)
  • 20 anni di contributi totali (sommando i periodi non sovrapposti)

In alcuni casi, è ancora valido anche il requisito di 15 anni di contributi, se maturato entro il 1992.

Attenzione:

  1. I requisiti da rispettare sono quelli più elevati tra quelli richiesti dalle gestioni coinvolte.
  2. Servono anche gli altri requisiti previsti dalla gestione in cui il lavoratore è iscritto al momento della domanda.

 

Esempio 1 – Età diversa tra le gestioni

  • Un biologo iscritto all’Enpab può andare in pensione a 65 anni con 5 anni di contributi.
  • Ma se ha anche contributi INPS, dove servono 67 anni e 20 anni di contributi, dovrà aspettare i 67 anni.
    La pensione in cumulo si liquida solo al compimento del requisito più alto.

Esempio 2 – Pensione in due fasi

  • Una consulente del lavoro ha 14 anni di contributi INPS e poi ha versato in Enpacl.
  • A settembre 2024 ha raggiunto 67 anni e oltre 20 anni totali di contributi → può avere la pensione in cumulo con decorrenza ottobre 2024.
  • A settembre 2025 matura i requisiti della Cassa → riceverà anche la quota Enpacl.

Le quote delle Casse professionali vengono spesso pagate in un secondo momento, quando vengono soddisfatti i loro requisiti specifici.

 

Requisito dell’importo minimo (importo soglia)

Se sei iscritto alla Gestione Separata al momento della pensione, oltre a età e contributi devi anche aver maturato una pensione di almeno 538,69 euro mensili (valore 2025), cioè pari all’importo dell’assegno sociale.

Questo importo si calcola sommando le pensioni spettanti da tutte le gestioni coinvolte, non solo da quella separata.

Esempio:

Un lavoratore con contributi nel FPLD dal 1990 al 2012, poi nella Gestione Separata dal 2013, dovrà raggiungere almeno l’importo soglia totale per avere diritto alla pensione in cumulo.

 

Pensione anticipata con il cumulo

Per avere la pensione anticipata in cumulo (fino al 31 dicembre 2026) servono:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.
    I contributi devono essere non coincidenti, sommati tra tutte le gestioni (pubbliche e professionali).

Requisiti aggiuntivi

Alcune gestioni chiedono anche:

  • La cessazione del lavoro dipendente
  • La cancellazione dall’albo professionale, per chi ha una Cassa

Una volta maturato il diritto, la pensione decorre dopo 3 mesi.

Esempio:

Un lavoratore ha:

  • 32 anni di contributi effettivi + 5 anni figurativi (disoccupazione) in FPLD
  • 5 anni e 10 mesi di contributi effettivi nella Gestione Separata

Anche se i 35 anni di contributi “puri” non sono presenti solo in FPLD, il requisito è considerato raggiunto sommando le due gestioni.

 

Cumulo contributivo per i nuovi iscritti

Il cumulo contributivo riguarda chi ha iniziato a versare contributi dal 1996 in poi, oppure ha scelto il sistema contributivo.

È regolato dal D.Lgs. 184/1997 e spiegato nella circolare INPS 103/2017.

Caratteristiche:

  • La pensione è unica, calcolata solo con le regole del sistema contributivo.
  • Le Casse professionali, in genere, non rientrano nel cumulo contributivo, a meno che:
    • I contributi siano precedenti al 1996
    • La Cassa abbia aggiornato il proprio regolamento per permettere il cumulo (dal 2013 in poi)

 

Requisiti fino al 31 dicembre 2026

  • 67 anni di età + 20 anni di contributi + importo soglia
  • 71 anni di età + 5 anni di contributi effettivi (senza soglia)
  • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini), 41 anni e 10 mesi (donne)
  • 64 anni di età, 20 anni di contributi effettivi e pensione pari a:
    • 2,6 volte l’assegno sociale (donne con due figli)
    • 2,8 volte (donne con un figlio)
    • 3 volte (tutti gli altri)

Conclusione

Il cumulo gratuito è un’opportunità importante per chi ha versato contributi in gestioni diverse.
Permette di unire i periodi, ottenere una pensione unica e, in molti casi, non perdere i contributi versati in altre forme previdenziali.

Per decidere se il cumulo è la scelta giusta, è utile rivolgersi a un patronato o a un esperto previdenziale, che può valutare la situazione personale e consigliare la soluzione migliore.